4 maggio 2013
Sabato 4 maggio 2013 a Moggio Udinese sarà organizzata una raccolta di alimenti, i quali saranno donati al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, che opera anche sul territorio moggese grazie a tre strutture ad esso convenzionate. Si potranno donare generi alimentari a lunga conservazione e non deperibili (pasta, riso, pelati, legumi, zucchero, farina ecc...) presso la Caserma del Corpo Pompieri Volontari di Moggio dalle ore 11:00 alle ore 19:00.
11 maggio 2013
Il Lions Club di Gorizia ha organizzato per sabato 11 maggio un convegno pubblico dal titolo: "Lions per un futuro sostenibile contro lo spreco alimentare" alle ore 9:00 presso Palazzo Attems Petzenstein, in piazza De Amicis, 2. Tra gli ospiti anche il dott. Marco Lucchini, Direttore Generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus e il dott. Paolo Olivo, Presidente del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia.
1 giugno 2012
La carità si incontra
Venerdì 1 giugno 2012 Il Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia e il Banco Farmaceutico di Pordenone, in collaborazione con il Centro di Solidarietà “Miguel Manara” ed il Centro Culturale “Augusto Del Noce”, hanno organizzato presso il Centro Pastorale Giovanni Paolo II a Porcia un incontro dal titolo “I Banchi incontrano…”. Ospiti dell’evento alcuni testimoni che hanno raccontato come vivono la Carità nelle loro Opere: Imelda Berton della Caritas Parrocchiale di S. Nicolò a Fiume Veneto, il Pastore Giuseppe Miglio dell’ UCEBI di Pordenone, Giuseppe La Quadra della Società San Vincenzo De Paoli di Pordenone e Suor Viviana Terragni delle Suore di Carità dell’Assunzione di Trieste.
Lo scopo dell’incontro è stato innanzitutto approfondire le ragioni per cui ci si impegna nelle opere di carità. La natura umana ha come esigenza quella di interessarci degli altri: quando c’è qualcosa di bello in noi, ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri, quando si vedono altri che stanno peggio di noi, ci sentiamo spinti ad aiutarli in qualcosa. Quanto più facciamo questo e ci interessiamo degli altri , tanto più realizziamo noi stessi e viviamo l’esperienza di completare noi stessi.
Dalle testimonianze è emerso il racconto vivo di un’esperienza di carità che opera ormai da diversi anni (tramite l’ascolto delle persone in difficoltà e la distribuzione di alimenti, vestiario, prodotti per l’infanzia, medicinali, beni di prima necessità), dove la modalità è l’accoglienza dell’altro così com’è, nella sua difficoltà economica e molto spesso sociale, nel suo bisogno di assistenza, ma soprattutto di compagnia.
Un primo dato è emerso con evidenza, e cioè la tendenza di questi ultimi anni, ed in particolare di questi ultimi mesi: un aumento sensibile delle richieste di aiuto, soprattutto da parte di chi ha perso il lavoro, come ha spiegato Imelda Berton: “Quindici anni fa, quando ho iniziato la mia collaborazione con la Caritas parrocchiale, le famiglie che si rivolgevano a noi erano soprattutto quelle straniere, le famiglie degli immigrati, mentre ora sono numerosissime le famiglie italiane che ci chiedono aiuto, soprattutto a causa della perdita del lavoro. Nelle situazioni che vediamo, quello che ci colpisce è come ora la gente, più che di cibo, ha fame di lavoro.” Anche il Pastore Miglio, dal 2001 a Pordenone, sottolinea come, rispetto a qualche anno fa, la situazione sia cambiata drasticamente: “Nel 2007 nel nostro centro assistevamo 30 famiglie, ora sono 500, e stanno aumentando sempre di più. Prima la maggioranza degli assistiti era straniera, mentre ora il 40-45% è italiana.” Giuseppe La Quadra aggiunge inoltre come si riscontri da quattro anni, oltre all’aumento delle persone che fanno richiesta, anche una diminuzione delle offerte. E’ per questo che nel 2008 il centro San Vincenzo ha deciso di creare un “fondo famiglia”, con lo scopo di aiutare le realtà famigliari in difficoltà a pagare le utenze del gas, dell’elettricità e dell’acqua, iniziativa che ha avuto un esito estremamente positivo, considerato il periodo di “crisi” generalizzata, grazie alle donazioni di molti.
Ma a domandare aiuto sono anche gli anziani, che spesso vivono con una pensione inadeguata, e le persone prive di una rete famigliare, che si rivela invece importantissima a livello assistenziale, ma anche relazionale e umano.
Cosa si rivela decisivo nell’operare per il bisogno dell’altro? “Stare con gioia con chi vive il disagio economico – ha risposto il Pastore Miglio – e riconoscere che potremmo trovarci tutti un giorno nella stessa situazione.” E perché, ha aggiunto La Quadra, “Per chi soffre non servono tante parole, ma una disponibilità a mettersi accanto a lui”. E’ proprio perseguendo questo obiettivo che il centro San Vincenzo, oltre al fornire ascolto e assistenza, si è fatto promotore anche di progetti di tipo educativo, per il rinserimento sociale degli ex carcerati e contro l’analfabetismo.
Suor Viviana – che insieme alle consorelle opera a domicilio nella periferia di Trieste a sostegno delle famiglie in difficoltà – ci ha provocati con una domanda: “Qual è il motivo per cui si vive la carità?”. Alla base della sua esperienza personale si pone la possibilità di “affermare l’altro perché c’è” (come ha affermato don Luigi Giussani), perché è voluto, desiderato da Chi gli dà la vita. Possibilità che può concretizzarsi solo tramite il “riconoscimento di quel Qualcuno che ci ama, così come siamo, e che ha un amore gratuito per la nostra vita. Si tratta di guardare l’altro così come io mi sento guardato”. “La modalità della visita a domicilio - ha inoltre sottolineato suor Viviana - permette che la sacralità della famiglia venga mantenuta e rispettata. La discrezione e il silenzio dettano la modalità ideale”, perché l’ascolto silenzioso del bisogno dell’altro implica il rispetto per la persona stessa e una stima che non dipende da ciò che una persona fa o non fa, è o non è, ma da quanto si è capaci di guardarla nel suo rapporto ultimo con il Mistero, cioè con Dio che la vuole e che la ama. E’ necessario, ha aggiunto, saper riconoscere come positiva ogni circostanza, per quanto difficile, perché data da Colui che ci ama e perché porta in sé infinite possibilità e riconoscere anche come il bisogno sia costitutivo dell’uomo. Fin dalla nascita tutti noi ci esprimiamo tramite esso. Le persone a volte sono però inconsapevoli dei loro veri bisogni, perché essi non vengono riconosciuti e così spesso vengono censurati. Tante volte l’uomo si accorge del bisogno che ha solo quando trova un’ipotesi di risposta.
Dai contributi e dalle testimonianze portate ciò che è sembrato infine emergere è che molto spesso nell’incontro con chi è nella necessità si gioca molto più che un semplice donare/ricevere. A volte l’esito di questo incontro non c’è oppure non è positivo, ma ciò non è più un limite o una fonte di frustrazione se si fa memoria della fonte, dell’origine del gesto di carità.
E’ Cristo stesso che ci ha svelato la legge ultima dell’essere e della vita: la carità. La legge suprema , cioè del nostro essere, è condividere l’essere degli altri, è mettere in comune se stessi. La carità viene prima di ogni simpatia o di ogni commozione, perciò il fare per gli altri può essere privo di entusiasmo. Potrebbe anche essere privo del risultato “concreto”. In realtà l’unico risultato che ci dobbiamo aspettare è l’attenzione alla persona dell’altro, la considerazione della persona dell’altro e, dunque, l’amore. Non interessa tanto la molteplicità delle attività che si mettono in campo, la quantità del tempo libero che a esse viene dedicata. Interessa che nella nostra vita e nella nostra coscienza si affermi il principio del condividere attraverso un gesto, anche minimo.
31 dicembre 2011
L’ultimo giorno dell’anno 2011 si è svolta in piazza XX Settembre a Pordenone una raccolta fondi a favore del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, iniziativa promossa dalla Proloco di Pordenone che ha permesso di far conoscere l’attività del Banco FVG e di sostenerla attraverso i fondi raccolti.
3 dicembre 2011
Lo scorso 3 dicembre il Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia ha organizzato il suo primo OPEN DAY, una giornata di apertura del magazzino per dare a tutti la possibilità di visitare la realtà locale del Banco Alimentare, conoscere i volontari ed il loro lavoro. All’evento hanno presenziato diverse autorità. Molte persone hanno visitato per la prima volta il magazzino di Pasian di Prato e hanno potuto toccare con mano l’operatività di tante persone che dedicano il loro tempo al servizio di questa realtà. Per questa importante occasione è stata allestita una mostra che ripercorre la storia e l’attività del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia dalla sua nascita ad oggi, con testimonianze, foto ed informazioni per meglio capire la sua mission e lo scopo della sua opera. La presenza del coro Alpino di Passons ha poi arricchito ulteriormente l’evento con la sua apprezzatissima esibizione.
4 settembre 2011
Anche nell’edizione del 2011 Il Banco Alimentare FVG ha partecipato alla “Pordenone Pedala” con molti dei suoi volontari per promuovere la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e per far conoscere il nostro Banco regionale.
