Piccole e grandi testimonianze di come un gesto possa cambiare la vita

Dal Friuli Venezia Giulia una grande ricchezza di contributi arrivati dopo la giornata della #colletta19. Piccole e grandi testimonianze di come un gesto così semplice può rappresentare una grande occasione che cambia la nostra vita e la vita di quelli che incontriamo.

 

A parte la disponibilità encomiabile di alcuni presenti ormai da molti anni in magazzino e con i furgoni, quest'anno ho avuto la gradita sorpresa di avere con noi due militari dell'esercito "comandati" alla guida del furgone concessoci dall'Esercito. Dico comandati, perchè non lo fanno da volontari ma in quanto incaricati di svolgere questo servizio. Nonostante questo si sono dimostrati di una grande disponibilità (anche allo scarico dei pacchi, sudando) per un'ulteriore giro serale, oltre a quello concordato. Così hanno operato dalle 11 del mattino fino alle 22 di sera. Da un dialogo con loro, si sono meravigliati del gesto, sia per la portata che anche per l'organizzazione che hanno riscontrato. La carità oltre che col cuore e la disponibilità, va fatta bene”.

Giorgio

 

All’indomani di questa Colletta che ho dovuto vivere in remoto a causa della mia salute, voglio ringraziarvi tutti per lo spettacolo che siete: è una gioia vedere ciò che nasce da una cosa bella incontrata, avere l’opportunità di esercitare la virtù della carità anche solo facendo assistenza telefonica ai volontari (anche se avrei preferito essere un guerriero in prima linea).

Mariano

 

Alla Colletta abbiamo invito dei bambini che crescono in una situazione di grave difficoltà economica educativa e sociale. Ci eravamo chiesti per quanto impegnarli, data la giovane età, 2 bambini di 6 anni e una di 8, e avevamo optato di non andare oltre l’ora e mezza. E’ stata un’ora e mezza assolutamente frenetica e piena di lavoro ed entusiasmo che rapidamente si è trasformata in oltre due ore … Quando Francesca li ha riportati a casa erano contenti e, chiedendo un favore hanno proposto: “non è che potremmo tornare anche nel pomeriggio?” (alla faccia dell’ora e mezza…). Il pomeriggio sono tornati con pari passione. Anche i più piccoli, che all’inizio avevano una certa timidezza nel rivolgersi agli avventori, preferendo concentrarsi sugli scatoloni, ad un certo punto hanno cominciato a volantinare con assoluta naturalezza.

Marco

 

Questa giornata mi ha mostrato una realtà che prima non conoscevo, mi ha mostrato la voglia di fare e di mettersi in gioco delle persone, il vero senso di solidarietà, che con un piccolo sforzo di tanti si genera una forza enorme.

Federico

 

All’una di pomeriggio mi presento davanti al supermercato. Appena arrivo tutti mi salutano in fretta: sono felici ma impegnati. Mi dicono velocemente cosa fare, strappandomi un sorriso, perché sinceramente dentro di me so benissimo che sto facendo la cosa giusta. Là ci sono anche alcune professoresse che sono giustamente contente di fare quello che stanno facendo perché, obiettivamente, chi prende parte a questa iniziativa ha un minimo di cuore. Ho visto lì tantissime persone che non mi sarei mai aspettata di vedere. Io, senza nemmeno pensarci e notando di avere due spiccioli in tasca, decido di comprare subito un pochino di pasta, appunto per le altre persone che ne hanno bisogno.

Belabed Suad (studentessa, scuola media)

 

È stata davvero un’esperienza che rende felice una persona, perché tutti gli sforzi fatti non finiscono all’aria, ma servono per aiutare delle persone che hanno bisogno di una mano più di noi. Mi è dispiaciuto che alcune persone non abbiano accettato le nostre richieste, ma l’importante è che abbiamo partecipato in molti e che ci siamo aiutati a vicenda! Vorrei che la colletta alimentare ci fosse ogni giorno. Tra l’altro hanno partecipato anche persone che non mi sarei aspettata divedere.Bene!”

Beloued Nour (studentessa, scuola media)

 

Succedono gli incontri più straordinari che sono la cosa più bella, chi viene solo per noi, chi entra arrabbiato e ti compra comunque qualcosa, che si ricorda di te negli anni e si affeziona. E questo mi aiuta a capire che il punto forse ultimo della colletta non è neanche il cibo raccolto, certo, è decisivo, ma è questa possibilità per tutti di fare un incontro, un incontro di cui ciascuno ha bisogno per sé. Mi colpisce perché la colletta è un gesto per tutti, giovani, vecchi, maschi, donne, bambini, boy scout, finanzieri, bersaglieri, ognuno col proprio cappello.

Massimiliano

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