Strutture Caritative

UNA RETE
NELLA RETE

Come per tutta la Rete Banco Alimentare, anche la mission del Banco Emilia Romagna si realizza attraverso la collaborazione con strutture caritative, ovvero organizzazioni che si occupano di assistenza ai bisognosi. Esse sono il tramite prezioso e indispensabile attraverso cui i prodotti che distribuiamo arrivano sulla tavola di migliaia di famiglie e persone bisognose.

Al 31 dicembre 2018 sono 792 le strutture beneficiarie, distribuite su tutto il territorio regionale. Le persone bisognose, beneficiarie ultime degli alimenti, sono oltre 128.000.

Il nostro sforzo è quello di evolvere dalla sola distribuzione di alimenti verso un vero accompagnamento, ponendoci in rete con altre istituzioni (ad es. nel campo del lavoro, della vita sociale, dell’istruzione, del sostegno psicologico) per far fronte al complesso di problematiche generate dalla povertà e favorendo l’inclusione e la coesione sociale nel nostro territorio.

Per poter accedere alla distribuzione degli alimenti, le strutture stipulano con il Banco una convenzione con la quale si impegnano ad utilizzare i prodotti ricevuti in modo appropriato ed esclusivamente a favore dei bisognosi.

Attraverso visite periodiche di nostri collaboratori, verifichiamo lo svolgimento dell'attività ed il rispetto delle norme igienico-sanitarie, favorendo un rapporto di corresponsabilità e partnership. 

 

COME CONVENZIONARSI

Inviare alla Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna una richiesta su carta intestata, timbrata e firmata dal legale rappresentante dell’Organizzazione, tramite mail (info@emiliaromagna.bancoalimentare.it) o per posta (via San Pier Grisologo, 41 _ 40026 Imola - BO).

La richiesta deve contenere una descrizione dell’attività svolta dall’Organizzazione e la specifica del numero delle persone assistite; inoltre chiediamo che vengano indicati i contatti dell’Organizzazione, del legale rappresentante e dei responsabili (indirizzo mail, telefono fisso e cellulare) per eventuali necessità.

Dovranno essere forniti, anche successivamente, documento d’identità e codice fiscale del legale rappresentante, certificato di attribuzione di codice fiscale alla Struttura, atto costitutivo e statuto.

La richiesta verrà poi valutata dal direttivo della Fondazione.

Prima dell’eventuale convenzionamento viene fissata una visita presso la Struttura caritativa per verificare la presenza dei requisiti necessari. La struttura di magazzino dell’organizzazione richiedente deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Il locale dovrà essere “dedicato” (ovvero dovranno esservi riposti esclusivamente prodotti alimentari), sotto chiave e adeguatamente tinteggiato;
  • Il locale dovrà essere sufficientemente arieggiato, ossia dotato di una porta e una finestra, oppure di un aspiratore elettrico;
  • Gli alimenti dovranno essere stivati su scaffalature lavabili e mai poggiati sul pavimento;
  • Dovrà esservi un frigorifero per i prodotti freschi (per freschi si intende quei prodotti che per loro natura devono essere conservati in frigo).

 

DOMANDA PER PRODOTTI AGEA

La Fondazione distribuisce anche prodotti per conto di Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), organismo che si occupa della distribuzione degli aiuti alimentari facenti riferimento a:

  • FEAD - Fondo di Aiuti Europei agli indigenti, Reg. UE 223/2014;
  • Fondo Nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, istituito con Decreto Legge n.83 del 22 giugno 2012, art. 58

Per accedere alla distribuzione di questi prodotti, occorre presentare una domanda specifica, in quanto è indispensabile che l’Organizzazione possieda determinate caratteristiche richieste da AGEA. La presentazione delle domande avviene secondo tempistiche comunicate di volta in volta da AGEA.

Per verificare se l’Organizzazione possiede i requisiti necessari, leggere le Istruzioni Operative* che regolano tale distribuzione. [clicca qui per scaricare il documento].

*   -Nel testo delle Istruzioni le Organizzazioni vengono denominate OPT, ovvero Organizzazioni Partner Territoriali.

   - La parte delle Istruzioni che riguarda specificamente questo argomento è il punto 5, “Criteri minimi di verifica per le organizzazioni partner territoriali (OpT) e modalità di compilazione della domanda di affiliazione alla Organizzazione partner Capofila” (pagg. 5-8).

   - In particolare evidenziamo i criteri di esclusione (pag.5) e gli obblighi al punto A (pag. 7 – elenco; fascicoli)