Il vero dono è incontrare le sofferenze del prossimo

LazioSette - Supplemento di Avvenire - Domenica 6 novembre 2022 - L'editoriale di Monica Tola*

 

"Un'opportunità... per fare un esame di coscienza personale e comunitario".

È l'auspicio che Papa Francesco esprime nella chiusura del suo messaggio per la VI Giornata dei Poveri. E forse la prospettiva di un esame di coscienza è quella più distante da quanti - e sono tanti - ogni giorno investono energie e risorse nel tentativo di soccorrere i protagonisti di questa Giornata.

Le richieste di aiuto aumentano. Le risorse diminuiscono Le spese crescono. Le donazioni si riducono. I volontari invecchiano e si resta in pochi. Un po’ soli. Stanchi. Preoccupati. Spesso spaventati di scivolare dall'altra parte della filiera dell'aiuto.

Avremmo preferito ricevere un invito denso di comprensione: qualcosa di simile a quel "venite a riposarvi un poco" che secoli fa riconosceva la fatica e l’impegno di discepoli stanchi. Perché, mentre anche la disponibilità di eccedenze alimentari da recuperare e donare diminuisce, diventa ogni giorno più difficile fare i conti con la debolezza e il limite che ogni nuova richiesta di aiuto fa emergere: “Tutto qui il prodotto? Cosa dico alle famiglie? Cosa metto dentro il pacco? Cosa daremo alle persone?”.

E invece no: questa Giornata non è la festa per la consolazione e il ristoro dei buoni che aiutano. È dei Poveri. Cioè appartiene a loro.  A chi si intravede tra le domande ansiose di parrocchie e associazioni. Ai volti che si cercano tra numeri, proiezioni, dati: quanti sono? Quali bisogni hanno? Quali storie portano?

Già, le storie. Nell’affanno – mai compiuto - di denunciare, sensibilizzare, coinvolgere per poter aiutare, le storie sfuggono. Nascoste sotto il velo del pudore, si confondono sotto richieste all’apparenza tutte uguali, che arrivano al telefono, via email, o sui canali social anche del Banco Alimentare del Lazio: “dove posso avere un po’ di spesa? Che documenti servono per avere un pacco? Qualcuno può aiutarmi vicino a casa mia? Quello che mi danno in parrocchia non basta”.

Voci molto più vicine di quanto avremmo immaginato, che rendono davvero difficile comprendere quel paradosso così distante dalla logica umana: “c’è una povertà che rende ricchi”.

Dov’è?  È forse in questa ricerca che può risiedere il senso di un esame di coscienza personale e comunitario nella Giornata Mondiale dei Poveri? Papa Francesco la illumina, nel Messaggio per questo anno, esplicitando come incontrare i poveri permetta “di approdare a ciò che veramente conta nella vita”. Incontrare: questo è il dono che possiamo farci. Giungere in presenza delle persone che vivono fatica e sofferenza.

“Facciamo un gesto concreto insieme” è l’invito che, anche nel Lazio, Banco Alimentare rivolge   a tutte e tutti per il prossimo 26 novembre, XXVI Giornata nazionale della Colletta Alimentare. C’è tanto, tantissimo bisogno di aiuto. Molto più di quanto si possa raccontare.  Che, al momento di condividere un po’ della nostra spesa, ci sia dato di aver presenti persone come sorelle e fratelli, e non un’idea di bisognoso “oggetto della nostra elemosina”, è il dono che chiediamo per la VI Giornata Mondiale dei Poveri.

 

*direttrice Banco alimentare del Lazio