Ho conosciuto il bene, la Colletta mi ha cambiata

Siamo giovani. Giovani mine in costante movimento, pieni di energia e morbosamente attaccati al nostro tempo. È proprio questo tempo a darci sempre dei problemi: ci sembra di non averne mai abbastanza, e non lo sprecheremmo mai per un impegno che davvero non soddisfi le nostre esigenze a pieno. Ne usiamo la maggior parte per studiare o lavorare, a volte con piacere e a volte con fatica; 

Lo usiamo per fare sport, a livelli normali o con la prospettiva di diventare grandi campioni un giorno; Lo usiamo per tutti i possibili svaghi, dalla lettura in un pomeriggio di inverno alla discoteca il sabato sera; Ma non lo usiamo mai, o forse solo in rarissimi casi, per dedicarlo a qualcuno che forse ne ha più bisogno di noi. Cresciamo sempre più in un mondo egoista, dedicare il nostro tempo per qualcuno appare ai nostri occhi come qualcosa di estremamente lontano. Eppure è possibile, tramite il volontariato. 

Ho iniziato quest' avventura con l'alternanza scuola lavoro. Non nego che il primo pensiero sia stato "ma l'alternanza, e il tempo dove lo trovo? Poi, per fortuna, la scuola ci ha dato una settimana di stacco e allora l'idea di non avere tempo è stata forzatamente messa da parte e mi sono trovata catapultata in questa nuova realtà. Banco alimentare, sede di Imola. 

Ho da subito adorato questo posto. Fin dal primo giorno però ho visto qualcosa che ormai penso sia estremamente difficile da trovare: quell' unione che fa la forza, della quale tutti parlano ma che effettivamente si vede molto poco. 

Quell'unione dei volontari, mossa dalla voglia di fare del bene, che diventava sempre più una forza incredibilmente potente. Quell'unione che mi ha fatto tornare fin dal secondo giorno con il sorriso. 

Vedevo la forza di un singolo essere messa in campo per costruire una forza maggiore, e il malumore essere risanato da tutto l'amore che circolava in quell’incredibile magazzino. Sono stata estremamente felice e grata di potermi sentire parte di questa grande famiglia.

Penso comunque che il momento migliore sia arrivato con la giornata della colletta alimentare.

Per problemi familiari quella mattina avevo saltato scuola, ma non avendo il minimo dubbio, ho seguito il cuore che alla fine mi ha portato a rendermi disponibile come volontaria. Il mio compito consisteva nella raccolta del cibo donato. Non era un gran lavoro di forza, bastava una persona. All'inizio mi frullavano nella testa tanti interrogati su come avrei impiegato quelle ore, ma appena ho iniziato a vedere gente donare penso che il tutto si sia trasformato in uno dei momenti più forti ed emozionanti della mia vita, fino ad ora. E sembra assurdo, lo so. 

Ho visto il bene. Ho visto l'amore di un'intera cittadinanza concretizzarsi in gesti e donazioni verso i più bisognosi. Uomini, donne, bambini, generazioni di tutti i colori e tutte le età. Ho visto circolare l'amore. Ho visto gli occhi di ognuno di loro riempirsi di gioia quando mi consegnavano il cibo donato, quasi come se fossero loro a voler ringraziare me. Ogni singola persona passata quella mattina mi ha lasciato qualcosa, anche se il tempo a mia disposizione sia sempre stato lo stesso: quello per un saluto e per un grosso ringraziamento. Mi ha fatto riflettere enormemente questo momento, il tempo dedicato a chi ne ha bisogno non sarà mai tempo sprecato. 

Grazie banco alimentare!

Tags: Le storie