Fingersi di fretta... e poi?

Voglio raccontarvi una storia. Ieri era la giornata della "Colletta Alimentare", fuori dai supermercati sono stati raccolti dai volontari beni di prima necessità per chi ne ha bisogno e non ha i soldi per comprarli. Facile predicare bene e poi uscire senza la bustina. La gente è davvero ipocrita. Io sono stata fermata da una volontaria all'entrata della Coop, mi ha chiesto se sapessi cosa fosse il Banco Alimentare. Io ho sorriso e ho tirato bellamente dritto. Ho imparato così bene a fingermi di fretta che a volte ci credo anche io. Ripassando di lì, Giulio, mi ha chiesto se volessi fare un'attività bella insieme donando qualcosa. Ho tirato nuovamente dritto. "Il bravo tra i due è lui.", mi ripetevo, "Io se la volevo davvero fare andavo da sola, ora sarei ipocrita ad entrare con lui." Eppure mi sono sentita imbruttita, non sapevo più come giustificarmi con la mia vocina buona. Sono entrata alla Coop con la bustina gialla, anche questa volta egoisticamente, per sentirmi meglio. E qui è successo l'inaspettato. Via via che prendevo i prodotti dagli scaffali mi sentivo realmente meglio e volevo donare qualcosa in più. Sono uscita più felice di come ero entrata. Non pensavo di aver fatto il mio dovere, mi sono accorta di aver fatto qualcosa di bello. E mi ha fatto stare bene.

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