La storia di Ferdinando: cadere per risalire

Ferdinando è un signore che nel 2014, all’età di 50 anni, si è ritrovato senza un lavoro. Quando lo incontro al #Meeting19, mi racconta dei primi momenti a casa, i momenti più duri.

“Sono stato lasciato a casa, da un giorno all’altro. Era da mesi che la situazione non stava andando bene per l’azienda, ma speravo sempre che potesse risolversi in qualche modo. E invece nulla: ad ottobre ci hanno comunicato che l’azienda avrebbe chiuso a novembre. È stato un duro colpo”.

Mi spiega com’è perdere un lavoro a 50 anni: una mazzata, per chiunque. “Se già a 40 anni è dura, figurati a 50!”. Ha iniziato a mandare in giro curriculum, per cercare una nuova posizione lavorativa. Ma nulla: più passavano i giorni, più la frustrazione aumentava e Ferdinando si chiudeva in se stesso. Fino a che un amico gli ha consigliato di fare qualche ora di volontariato al Banco Alimentare della Lombardia: “Almeno non stai sempre a casa da solo, a pensare che hai perso il lavoro!”.

“È così che ho conosciuto il Banco Alimentare – mi spiega. Ricordo ancora i primi momenti, una volta arrivato alla sede di Muggiò: ero spiazzato – anche perché è un contesto totalmente diverso da quello che vivevo in azienda. Con il passare dei giorni, ho conosciuto tante persone – sia dipendenti che volontari – che mi hanno tirato dentro, coinvolgendomi e facendomi inserire in quella che di fatto è questa grande famiglia. Ci sono tante persone che, ad oggi, mi sono rimaste nel cuore e con cui tuttora sono in contatto, anche adesso che non ho più tanto tempo da dedicare al volontariato”.

Quando gli chiedo com’è stata l’esperienza al Banco, Ferdinando mi spiega che ha passato due anni in magazzino, come volontario, a confezionare gli alimenti che poi venivano distribuiti alle strutture caritative.

“È stata un’esperienza davvero positiva: ne vado orgogliosissimo. So di aver dato tanto: ho fatto del bene a chi aveva ancora più bisogno di quanto ne avessi io. Ho visto e toccato con mano tante situazioni ancora più gravi della mia. Ed è incredibile come io stesso che ero in difficoltà, sia riuscito a fare del bene. Ho ritrovato l'energia e quella positività che avevo perso, stando a casa a fare niente”.

Gli chiedo, infine, cosa fa ora. Mi dice contento che nel 2016, mentre era in magazzino, gli arriva una chiamata: un recruiter voleva incontrarlo per un colloquio conoscitivo. “Proprio quando meno me lo aspettavo”. Dopo un giorno dal colloquio, Ferdinando è stato assunto.

“Penso che dovevano proprio andare così le cose. Dovevo cadere e rialzarmi. E ora sono qui, contento della grande occasione che ho avuto di incontrare una realtà come quella del Banco”.

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