Tra poco ci siamo, come ogni anno la Colletta Alimentare. Stesso supermercato a Milano. Stesso marciapiede, stesso traffico alle spalle. Ne abbiamo viste di tutti i colori; sole, freddo, pioggia, neve. Dentro non c’è posto bisogna arrangiarsi fuori; due tavoli, i gazebo, le scatole. Saremo lì verso la 8.00, sempre gli stessi: Marco, Roberto, Nicola, Daniele: E poi tutti gli altri che ogni anno si dividono i turni; ogni volta si aggiunge qualcuno di nuovo, vecchi e giovani, studenti e gente che lavora, famiglie intere con i figli, insegnanti con gli alunni, universitari. Un popolo che si ritrova per un gesto atteso, un gesto di condivisione che dura molto più di una giornata. Ci saranno anche le signore moldave, tutte badanti. Hanno telefonato una settimana fa per avere notizie. Sono pronte come tutti gli anni, vogliono esserci e ci saranno. Con quel loro sorriso contagioso, le spiegazioni in un italiano stentato, ma il sorriso vale più di mille parole. Sono contente di esserci e si vede, lo si percepisce da come si muovono, da quale consapevolezza mettono nei gesti che fanno, da come offrono il sacchetto o il foglietto con i prodotti suggeriti.

Ci sarà anche il signor Mario, ormai avrà più di ottant’anni. Non ricordo nemmeno più da quanti anni si presenta davanti al supermercato. L’anno scorso era arrivato accompagnato dalla badante, traballante sulle gambe. Come ogni anno arriverà alla mattina verso le dieci per salutarci e per ringraziarci. E poi tornerà al pomeriggio con il carrello pieno di prodotti e ci saluterà con quella stessa frase: “Grazie e non mollate, mi raccomando”. E ci sarà anche Michele? Non lo sappiamo, l’anno scorso era rimasto lì quasi due ore appoggiato alla vetrata del supermercato. Un senza tetto di un’età indefinibile; non chiedeva l’elemosina, non chiedeva niente nemmeno a noi. Semplicemente guardava, muoveva lo sguardo e sembrava voler cogliere ogni gesto, scrutare ogni particolare. Mentre se ne stava andando lo abbiamo chiamato, gli abbiamo offerto un sacchetto di cose da mangiare. Ma lui ci ha semplicemente detto di no con un sorriso e con un gesto delicato della mano ci ha salutato.

Tra poco ci siamo, mancano pochi giorni. Pettorine, scatole, tavoli ed anche i gazebo. E’ tutto pronto. Sono pronti anche Stefano e i suoi due figli; sono già due anni che vengono. Lui è entusiasta di questa esperienza: “Così i miei figli capiscono cos’è la realtà”. Un’esperienza coinvolgente tanto che quest’anno i due ragazzi hanno invitato qualche compagno di scuola. Speriamo di ritrovare anche Adriana, una commessa del supermercato. L’anno scorso aveva preparato dentro al negozio gli scaffali con i prodotti per il Banco Alimentare. L’aveva fatto con una cura incredibile, che ci aveva colpiti; era il suo modo per partecipare alla Colletta.

Tra poco ci siamo. Vi aspettiamo tutti.